Contributo Critico Dott.ssa Veronica Nicoli

Contributo Critico Dott.ssa Veronica Nicoli

Chi avesse voglia, oggi, di entrare in contatto con quel meraviglioso ed affascinante mondo che è l’Antichità Classica ha a disposizione due strade da intraprendere : munirsi di manuali di Archeologia e di Letteratura Latina o Greca e tuffarsi a capo fitto al Mann di Napoli o ai venerandi siti archeologici di Pompei ed Ercolano; oppure osservare e contemplare, anzi, forse ancor meglio studiare l’arte di Alessandra Casciotti, che di quel mondo, di quella cultura, di quel tempo sospeso tra mito e realtà, si fa portavoce ed epigone. Eppure Alessandra aveva deciso di intraprendere un’altra strada, essendosi laureata in Lingue e Letterature Straniere. Ma poteva lei, nata a Roma, essere aliena al richiamo e al fascino della Città Eterna, del Colosseo, dei Fori Imperiali, dell’Arco di Tito? Poteva, in una città che trasuda arte da ogni suo poro, che ha visto gli artisti più gloriosi di ogni epoca camminare per quelle strade e quelle strade riempire di opere magnificenti, non tentare anch’ella di dire la propria? Poteva una donna con la cultura e la sensibilità di Alessandra, restare indifferente a quei duemila anni di storia e di creatività che si celano dietro al nome di Roma? No, non l’ha fatto! Ed infatti Alessandra con le sue opere, che hanno la potenza evocativa di un Alma-Tadema, l’icastica semplicità della Pop Art e il tono fiabesco di Lewis Carroll, ci consente di fare un vero e proprio viaggio nel tempo. Tra le opere più significative il ciclo delle Stagioni ( oli su tela cm 90×90) una vera e propria sinfonia di sapore vivaldiano che ha permesso ad Alessandra di affrontare con minuzia scrupolosa l’indagine del corpo femminile e del mondo naturale, restituendoci, al contempo, una realtà fatta di simboli ed arcani. Un mondo primigenio che ha il fascino delle pagine miniate del tardo Medioevo e del primo Quattrocento. Opere come Diana (olio su tela cm 90×90) e La luce del mito (olio e tecnica mista su tela cm 70×100) poi, ci consentono di spostarci sul crinale temporale della classicità con grande ampiezza: dai frontoni dei templi greci alle rivisitazioni novecentesche di De Chirico. L’azione mitopoietica dell’artista romana mi pare poter esser riassunta ( ma non contenuta ) nell’enigmatica Opportunità ( olio su tela tecnica mista diametro cm 60 ) un’affascinante “ruota alchemica” che ci consegna, in toto, le chiavi di lettura dell’animo umano e del proprio agire sociale. Un mistero che affonda le sue radici nel pensiero filosofico dell’epoca moderna, da Pico della Mirandola a Giordano Bruno.