Titolo opera: EX LIBRIS
dell’Arch. Luciano Garella
L’opera EX LIBRIS fa parte della serie di quadri che l’artista ha voluto dedicare alla celebrazione della cultura nel momento in cui ormai si concretizza in ogni occasione della nostra vita sociale l’uso, in tutta la sua ingombrante efficienza, dell’Intelligenza Artificiale. Il rimpianto per il forzoso abbandono che si sta operando nei confronti del sistema culturale occidentale e in specie delle sue radici, esse stesse simbolo e realtà fenomenica dello sviluppo della nostra civiltà, assume in questo lavoro di Alessandra Casciotti il senso e il significato della vibrante, ancorché raffinata, protesta.
La forza di questo atto, certo simbolico più che concreto, è espressa dalla fuoriuscita di lettere e numeri dai fogli dei volumi a stampa che nel quadro costituiscono, insieme, tanto la scenografia quanto la realtà materiale del declino che si sta consumando.
La conoscenza, essenziale presupposto per la stessa evoluzione del pensiero umano, pure non può prescindere nel personale mondo dell’artista anche dall’esercizio dell’Arte che diviene lo strumento fondamentale non solo per esprimere le sue emozioni ma, anche, i suoi più profondi convincimenti.
Orbene le esagerazioni formali, sostanziali e dei contenuti proprie dell’Arte contemporanea che indulge talora al sensazionalismo sono puntualmente contraddette dal linguaggio artistico della Casciotti che, invece, esprime anche in questa occasione la coerente continuità del suo lavoro ispirato dal possesso di un solido patrimonio culturale e di idee.
L’autrice non ha comunque per certo evitato nel suo percorso di formazione e di crescita artistica di cimentarsi con tematiche differenti dalle sue consuete come anche ha sperimentato, con ragionevole perseveranza, nuove forme espressive. Non di rado in quanto sostanzialmente parte delle opere ad olio la Casciotti ha infatti impiegato materiali diversi come elementi di legno, assemblaggi di fogliame, fusioni in ottone, pietre semipreziose, marmi antichi in decorazione applicati sui relativi supporti. Maggiore incisività formale ancora, l’artista ha espresso in alcune delle sue opere ricorrendo all’applicazione su tavola di lamiere metalliche dalle superfici satinate, lucidate, bocciardate allo scopo di conferire loro i desiderati effetti cangianti.
Nel quadro i fogli dei libri sono dunque bianchi perché hanno perso i loro caratteri tipografici ovvero le materiali caratteristiche segniche che li rendevano essenziali per l’esercizio della libertà di pensiero esplicitata attraverso l’assunzione, quasi sciamanica, del sapere.
La soluzione che può impedire la perdita per volatilizzazione di quanto in fondo ci rende distinti e distinguibili dai bruti di dantesca memoria è data dalla presenza della mano, di michelangiolesco richiamo, destinata com’è a raccogliere nel suo palmo le particole del passato.
L’uomo cambia, si evolve, modifica i modi di vivere e di interpretare la realtà fisica che lo circonda ma non può fare a meno di quella che è l’essenza stessa di ciascun individuo ossia della consapevole memoria di quanto ci ha condotto all’attualità.