Contributo Critico Dott. Carla Mazzoni

Contributo Critico Dott. Carla Mazzoni

2016

DIVINO E MATERIALE   di Carla Mazzoni

“ Le besoin d’art est pour l’homme un besoin tout à fait primordial, autant et plus peut- etre que le besoin du pain “ ( Jean Dubuffet)   

 

Scegliere di percorrere la Via della creatività è una scelta che scaturisce da una necessità autentica che appare naturalmente nella vita di un artista. E’ dalla necessità interiore che scaturisce l’atto creativo, senza predeterminazione, sospinto a manifestarsi da quel crogiuolo di sensazioni accumulatesi silenziosamente nell’ inconscio dell’ artista, unite a quella misteriosa spinta creativa che caratterizza la nascita di un’ opera d’ arte.

Se è vero, ed è vero, che l’arte rende visibile e materiale l’ immaginazione dell’ artista, osservando alcune opere di Alessandra Casciotti scopriamo un fantastico mondo interiore. Attraverso la rappresentazione di simboli, metafore, miti, l’artista ci lascia intuire una sua complessa realtà, arricchita da continui stimoli esterni, letture e studi.

Alessandra Casciotti utilizza molto spesso immagini simboliche che le permettono con pochi mezzi significanti di comunicare più significati, di evocare e riunire in modo analogicamente polivalente una molteplicità di sensi, “ un più di senso “ come scrive Ernst Kassirer nelle sue riflessioni sul concetto della “ funzione simbolica “. Non a caso il linguaggio simbolico è il linguaggio iniziatico per eccellenza.

Tra le Opere di   Alessandra Casciotti prendiamo in esame ad esempio l’ opera “ Giano Bifronte “. Non possiamo non considerare i molteplici risvolti che quest’ immagine, costruita e dipinta con estrema precisione, evoca. La testa di Giano è chiusa in un cerchio ed il cerchio è inserito in un quadrato. In tutte le culture e in tutti i tempi il cerchio, linea geometrica senza principio né fine, rappresenta l’ eternità, il cielo, Dio, la spiritualità, mentre il quadrato rappresenta la terra, l’ uomo, la materialità. Quindi in questo quadro il cerchio giallo oro all’ interno del   quadrato possiamo leggerlo come la scintilla divina nell’ involucro della materia. L’ artista ha dipinto con due colori fortemente contrastanti   queste due forme geometriche, il quadrato ed il cerchio, forse per accentuare la differenza tra   materiale e divino, ma forse anche perché proprio questi  erano i due colori che in quel momento il suo istinto d’artista suggeriva al pennello.

Kandinsky ci dice che l’artista è la mano che, attraverso il colore e la forma, tocca i tasti dell’ anima secondo il dettato della sua necessità interiore. Il “ Giano Bifronte “, dipinto con maestria e sottile liricità da Alessandra Casciotti, evoca molto lavoro da compiere su noi stessi per liberare dalla nigredo il seme dell’ Oro che è già nella nostra interiorità.

Nel dipinto della nostra artista, la testa di Giano, inserita in una campitura di sottilissima velatura verde, sembra ergersi nell’aria. L’ antico dio italico Janus, dal doppio volto, guardiano nell’ antica   Roma delle soglie e delle Porte Solstiziali, con la sua bifrontalità presiedeva alla conoscenza del passato e dell’ avvenire. Oggi i due San Giovanni, il Battista e l’ Evangelista, i cui nomi hanno la stessa radice etimologica del Giano bifronte, vengono festeggiati anch’essi nei due solstizi. Al 24 giugno, Porta solstiziale dell’ estate (Janua Inferni ), è legato Giovanni Battista. E’ la porta che indica e segna l’ inizio del   viaggio. Al Solstizio d’ inverno, il 21 dicembre ( festa dei Saturnali per i Romani ), si festeggia l’ Evangelista ed è il giorno più corto dell’ anno, ma da quel giorno la luce comincia impercettibilmente ad aumentare; inizia la fase – gli ermetisti   la chiamano di trasmutazione dal nero al bianco – che segna per ognuno di noi il cambiamento di attenzione dai problemi materiali allo spirituale : l’ inconscio individuale chiuso in sé si schiude come il seme che sta per dar vita ad una nuova pianta. Inizia la fase che equivale simbolicamente ad una Rinascita e che avrà il suo culmine di completa purificazione dell’inconscio il 2 febbraio alla Candelora.

Anche nell’ opera “ Opportunità “ l’ artista ci pone di fronte ad un tema d’ impegno di scelte – che ognuno di noi dovrà compiere nella vita – scelte dalle quali scaturiranno opportunità di Felicità, Successo, Passione, Amore, Amicizia, Fortuna, Prestigio, Benessere. Il titolo è emblematico.   Le Opportunità sono appunto quelle che ci si offrono a seconda delle scelte effettuate. La scrittrice Simone De Beauvoir, riflettendo sulla condizione della donna, parlava di due possibilità : scegliere di vivere nell’ in sé, ossia nell’ immanenza, limitando la propria libertà, o viceversa di vivere nel per sé, operando per trasformare le dinamiche del mondo in cui viviamo, proiettati verso un futuro aperto senza confini.

Considerando allora i dipinti di Alessandra Casciotti e il senso dei loro contenuti diremmo che la nostra artista ha già fatto la sua scelta di vivere nel per sé. Non lasciamoci trarre in inganno dalle immagini rappresentate che appaiono di lettura semplice, quasi illustrative. Al contrario sono figurazioni costruite ed assemblate con estrema cura, grande pulizia delle forme, perizia nella scelta e nella stesura dei colori. Inoltre vi è in queste opere l’acuta ricerca di un messaggio complesso da porgere con misura, perchè la vera lettura dovrà essere compresa solo da chi   abbia già acquisito gli strumenti per comprendere.

L’ opera “ Opportunità “ ci appare come una composizione di figure geometriche concentriche. Realizzata con estrema sintesi e nitidezza è caratterizzata da forte simbolismo. Il quadro ha forma ottagonale, chiuso in una cornice nera che ne mette in risalto il formato. Il passe par tout di colore scuro, ottagonale, incornicia un cerchio, giallo oro, all’ interno del quale sono elencate otto possibilità. Ai nostri occhi, dunque, appare ancora una Cosmologia nella quale anche la scelta del passe par tout sembra avere un ruolo importante : il suo colore scuro simbolo della Terra e la sua forma ottagonale simbolo dell’ Uomo, laddove il Cielo viene simboleggiato dal cerchio dipinto di giallo. L’ Uomo ponte tra Cielo e Terra.

La figura geometrica ottagonale è come una figura di mezzo tra il quadrato ed il cerchio, ossia ha funzione di mediazione tra la Terra e il Cielo, e simbolicamente rappresenta la Resurrezione. Il Vescovo di Milano Ambrogio istituì che la forma delle Fonti Battesimali e dei Battisteri fosse ottagonale proprio per sottolineare nella cerimonia del Battesimo l’ unione tra Dio e l’ Uomo. Nel famoso Castel del Monte di Federico II del XIII sec. la simbologia dell’ otto abbonda : ottagonale la pianta, otto le torri, otto le stanze trapezoidali. Anche nell’ Opera “ Opportunità “   abbiamo otto spazi trapezoidali e in ognuno di essi vi è dipinta una Chiave : otto chiavi dotate di un simbolo corrispondente alle Opportunità che l’artista ha voluto indicare nel cerchio del cielo. Il numero otto, qui inteso simbolicamente come concetto di causa – effetto, ci indica che ciascuno di noi raccoglie esattamente ciò che ha seminato. Non ci soffermeremo oltre sul simbolismo ermetico delle chiavi perché il discorso ci porterebbe davvero lontano, basterà ricordare che la Chiave è lo strumento per accedere a qualcosa che non si conosce, ma che si può raggiungere cercando e trovando (invenies) la giusta Chiave per aprire le innumerevoli Porte che si presentano, da aprire o da chiudere, e che ci sfidano a superarle.

Infine, al centro del quadro, in uno spazio di nuovo ottagonale dipinto di bianco, il Bene, troviamo la toppa di una serratura sormontata da un minuscolo cerchio : la presenza del divino.

Infine voglio soffermarmi sull’ ultimo quadro, in ordine di tempo, dipinto da Alessandra Casciotti.   “Le Metamorfosi “ è un’ opera di maggior respiro rispetto alle precedenti, non solo per la sua dimensione, ma soprattutto per la   maggiore libertà   a cui l’artista   sembra abbandonarsi. Non più figure geometriche a costringere forma e messaggio ma un ampio spazio vuoto nel quale si erge una pianta dalle grandi foglie di un verde splendente. La pianta ospita in sequenza un bruco e una crisalide pronta a schiudersi. Più a destra l’artista ha dipinto una bellissima, coloratissima e perfettamente simmetrica farfalla che ha già iniziato il suo volo. La metamorfosi da bruco a farfalla rende evidente il messaggio dell’ avvenuto percorso iniziatico di purificazione. Ma vi è anche, più sottile, il simbolismo della pianta   che con le sue radici e i suoi rami   –   ancora una volta uno dei pensieri cardine   della Casciotti – mette in comunicazione Terra e Cielo.   In alto   nello spazio del quadro abbiamo una maschera che guarda, e vede, con i suoi occhi ciechi la trasformazione avvenuta. Simbolicamente la maschera ( mask, larva ) rappresenta il passaggio dal mondo terreno ad un mondo oltre. Per gli antichi   la larva rappresentava simbolicamente il primo stadio dell’ anima che strisciando dalla terra doveva salire sull’ albero, tramite del rapporto Terra – Cielo, per trasformarsi in farfalla perfetta, simmetrica purificata.

Alla fine del nostro breve exscursus tra le Opere di Alessandra Casciotti, mi chiedo se sapremo raccogliere tutte le eco che queste ci rimandano e accoglierne il silenzioso suggerimento a lavorare ognuno di noi intensamente per completare il nostro viaggio nell’ interiorità e trovare quella piccola chiave che ci aprirà la porta giusta.

Ora, il mio pensiero va con un sorriso al ricordo della piccola Alice di Lewis Carrol che aveva trovato la chiave d’oro della porticina nascosta.

Carla Mazzoni

31 marzo 2016